confessioni

Ho un amico, Johnny, lui mi da sempre ragione.

Non è che io sono il tipo che sta in giro con le persone solo per sentirsi dare ragione, o che sto solo con le persone che mi danno ragione di loro spontanea volontà; un po’ si, nessuno lo obbliga a darmi ragione, lo fa e basta, ci veniamo incontro reciprocamente, io e lui, lui e me, se chiama ci sono e se chiamo io c’è sempre lui. cazzo, non ha mai saltato una chiamata il vecchio Johnny.

Una volta siamo andati al bowling ma non si riusciva a cavarne un ragno dal buco, pieno di gente, le bocce pesano… ah, che idea idiota, poi ti guardano con quell’aria da superiori… razza di stronzi.

Siamo andati a rintanarci in un bar a farci un paio di bicchieri, mezzi distesi sopra il bancone e come al solito, dopo aver esaurito l’argomento “come va con l’intestino?” si passa a parlare di femmine. Femmine. Ce ne sono certe che vanno in giro che se i vestiti potessero parlare direbbero poco o niente da quanto ristretti sono, poi si lamentano per gli strupri e compagnia bella. Si insomma, se la vanno a cercare a volte. Poi beh, c’è anche chi capisce il trucco, in certicasi, o sei furbo a non farti beccare o sei un coglione. I cognlioni dovrebbero restarsene a casa.

Un paio di bicchieri, due paia di bicchieri, una volta sono stato un’isola e c’erano i fenicotteri arancioni che prendevano a calci dei topi, i nativi del luogo, quelli che la gente chiama “abitanti dell’isola dei fenicotteri arancioni che talvona prendono a calci i topi”, ma che loro si chiamano bahòli, mi hanno detto che stanno risolvendo una vecchia scommessa. Anni prima i topi hanno scommesso contro i fenicotteri che  avrebbero potuto prenderli a calci nel culo almeno per tre giri dell’isola. I fenicotteri ci hanno pensato un attimo su poi hanno detto: “va bene, vi crediamo, ma poivediamo per quanto noi possiamo prendere a calci i vostri culi”. I topi ci settero. Dopo mezzo giro dell’isola in cui i topi presero a calci le caviglie dei fenicotteri fecero a cambio… il risultato si vede da se. Ormai abbiamo perso il conto dei giri dell’isola, dei topi morti, dei piccoli fenicotteri nati…. i gatti sono contenti, non fanno niente dalla mattina alla sera e di notte dormono. O rombano. Cavoli loro.

Tre paia di bicchieri hey Johnny… hai una nocciolina nel bicchiere. Che cacchio Johnny certo che è vero, mica me ne sto qua a bere e a inventarmi storie strampalate solo per fare bella figura. AHAHAH. certo. Col cavolo, con la balla che addosso se domani vado al mare a pescare ci resto secco.

Cosa? eh? ah. Grazie. Si, a dormire sul bancone di un bar poi non si sa mai che cosa ti ritrovi sulla faccia. Una volta un mio amico si è svegliato con una guancia tatuata. Si, certo, johnny, questa è una gran cazzata, non si capiva? Capisco tutto ma… ehy, nel frattempo ti è cresciuta la barba. Cazzo stiamo diventando vecchi Johnny, dovremmo farci una famiglia, dei figli, portarli al parco, andare a pranzo dai suoceri alla domenica, andare ai picnic tipo quelli della polizia, i week end padre-figlio, il campeggio con gli amici dei figli e insegnarli ad accendere il fuoco con i bastoncini e cucinare i marshmallows. ahaahhaha, si hai ragione, siamo troppo immaturi, quasi vecchi ma ancora immaturi. Un giorno la smetteremo di andare andare in giro a fare casino e per bar e addormentarci sul bancone tra una cosa e l’altra e magari

“ehy sveglia, tra cinque minuti chiudo.” La voce del barista arriva da così lontano.. dove cazzo sei barista? dall’atra parte del mondo?

“su Johnny, qua chiudono, andiamo da un’altra parte. Johnny. ehy. ci sei?”

No, on c’è Johhnny, sta come prima, sdraiato sul bancone. Finito, vuoto, morto.

Epitaffio:

“Vecchio Johnny Walker, un’altra memorabile sbronza e l’unica cosa che mi resta è una bottiglia vuota.”

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