annunci fasulli

vendo fiat uno smart, facile da parcheggiare, ancora più facile di una uno normale, motore posizione anteriore, nel senso che è ubicato sul sedile anteriore, una ruota motrice, in realtà non è neanche una ruota, è la flangia dell’albero del cambio che gira per terra, il cambio funziona benissimo, basta fare attenzione a non incepparsi le dita negli ingranaggi cambiando marcia. I posti dietro sono comodissimi se riuscite a sbarazzarvi del rottweiler che ci dorme sempre sopra. Il motore tira meglio di una uno normale perchè i cilindri sono inclinati di 35 gradi, in termini spicci si potrebbe dire che il motore pende da una parte ma sarebbe così poco elegante.

NON c’è il tetto apribile, ma se lo volete mio zio ha un flessibile ed è un attimo scoperchiarla.

leggeri problemi con lo sterzo, ma se la usate in aeroporto non ve ne accorgerete nemmeno.

penso di notte, scrivo di giorno

scrivo è una parola grossa. vomito è già più appropriata.

pensavo ieri sera che i metallari di una volta erano(sono) meglio di quelli di adesso.

pensandola in superpoteri, perchè mi piace usare le metafore, i metallari di una volta tiravano palle di fuoco, quelli di adesso sparano raggi laser.

già taravano e sparano la dice grossa secondo me, poi le palle di fuoco contro i raggi laser…. le care vecchie lampadine a incandescenza…. lo stagnatore che ci mette 3 giorni per scaldarsi… la bici che salta la catena ogni 2 metri e mezzo…

era più divertente la vita una volta.

pensavo anche che, essendo cresciuto nell’epoca dei cellulari e degli sms, per organizzarci per uscire si mandano messaggi a ventaglio e via festa. una volta si stava a fare miliardi di telefonate? si mandavano gli inviti per posta due settimane prima sperando di ricevere la conferma in tempo?

che poi, mi sta abbastanza sulle balle sta storia che le cose hanno un lato positivo e uno negativo. poi grazie che anche le persone sono bi-pensanti.

quasi quasi divento insonne….

spesso mi capita che di sogno cose, specialmente bella gente.

molto spesso sogno che leggo libri, ci sono le pagine, le parole, gli occhi che leggono le parole e anche il cervello che le capisce. poi mi sveglio e non so neanche vagamente di cosa parlava il libro che sognavo di leggere.

tre giorni fa ho preso in biblioteca un libro che si intitola (i libri si “intitolano”,non si “chiamano”) nei boschi eterni. dopo 95 pagine ero ancora in mezzo alla nebbia, dopo 100 pagine comincio a intuire uno spiraglio di vaga idea di illuminazione.

ma parliamo dei due orologi di Adamsberg, lui ha questi due orologi sfasati, che mi girava intesta il motivo: una volta aveva un appuntamento con una tizia ma arriva con un’ora e mezza di ritardo. all’appuntamento dopo e la tizia ad arrivare in ritardo ma ha con se un orologio per adamsberg, gia regolato un ora e mezza in ritardo.

ovvio che, oggi mi leggo pagina e si parlo di nuovo di orologi regolati male ma non mi raccapezzo. non ricordo il motivo, non so di preciso quanto regolati male e non so dove cavolo avevo letto l’informazione, quindi torno indietro a carcare nel libro. non trovo niente, era anche ora di pranzo e mi veniva per sopra l’acqua della pasta (si dice così: “venire per sopra” ^_^). decido di fare una veloce ricerca in internet. niente.

vado in ufficio, comincio a ricercare a fondo, trovo un pdf con tutto il libro quindi comincio a cercare le parole orologi, ritardo, ragazza, appuntamento. niente di tutto quanto.

quindi ho sprecato mezz’ora per cercare le solite cose che mi sono sognato di notte. un giorno o l’altro faccio causa al mio subconscio.

palle dischi ruote cerchi tondi rotondi anelli sfere planetoidi

a guardare la luna piena ferma nel cielo con le nuvole che passano sembra che si muova lei. invece è ferma. a guardare la luna piena ferma nel cielo con le nuvole che passano sembra di sentire che la terra gira. cosa alquanto impossibile. sentire la terra che gira. ma gira. si capisce quanto sia inutile stare fermi a guardare cose che si muovono. non si può stare fermi. non si sta mai fermi.

“net-works” oppure “omicidio nella server farm” come una ram da 512 uccise la cugina da 128 perchè era più magra di lei.

guarda caso, il protagonista del libro che sto leggendo lavora (lavorava, dovrebbe lavorare, avrebbe potuto, potrebbe star lavorando, ha buttato alle ortiche la grande possibilità di continuare a dirigere) in una lavanderia. in realtà era il capoccia di tutto, secondo solo a quelli della mega socità proprietaria.

a volte mi si sbatte in faccia che potrei essere un medium ma a ste cose non ci credo, quindi non farò il medium. via, scartato dalla lista dei possibili lavori.

talento sprecato numero 7: medium.

una volta mettevo il lettore cd su random e mi suonava i pezzi a caso, io mi divertivo a indovinare il prossimo brano. il novanta per cento delle volte ci azzeccavo. poi ho scoperto che fa un rumore ogni volta che cambia brano, la testina che si sposta, una volta imparato a calcolare i tempi di spostamento ci azzeccavo il novantanove per cento delle volte. non mi divertivo più, allora ho cominciato a indovinare il brano successivo prima che la testina si spostasse, ci azzeccavo l’ottantacinque per cento delle volte e sono tornato a divertirmi. ora c’ho laipd con due mila e passa brani e ci azzecco l’uno per cento delle volte.

ho perso un divertimento.

il livro che sto elggendo è stato intitolato (malamente) uscita per l’inferno, dall’originale “roadworks”, lavori stradali, mettiamo. noterete anche voi un diverso grado di aspettativa tra uscita per l’inferno e roadworks.

io sono stufo di farmi prendere per il culo in questo modo qua. mi bastano e avanzano gli altri modi.

Oggi ho scoperto che la signora impiegata del comune che mi ha rinnovato la carta d’identità si chiama rebeca tagliaferro. se io avessi questo nome potrei fare grandi cose! chiunque con un nome così potrebbe fare grandi cose. è un nome da grandi cose! che invidia.