“net-works” oppure “omicidio nella server farm” come una ram da 512 uccise la cugina da 128 perchè era più magra di lei.

guarda caso, il protagonista del libro che sto leggendo lavora (lavorava, dovrebbe lavorare, avrebbe potuto, potrebbe star lavorando, ha buttato alle ortiche la grande possibilità di continuare a dirigere) in una lavanderia. in realtà era il capoccia di tutto, secondo solo a quelli della mega socità proprietaria.

a volte mi si sbatte in faccia che potrei essere un medium ma a ste cose non ci credo, quindi non farò il medium. via, scartato dalla lista dei possibili lavori.

talento sprecato numero 7: medium.

una volta mettevo il lettore cd su random e mi suonava i pezzi a caso, io mi divertivo a indovinare il prossimo brano. il novanta per cento delle volte ci azzeccavo. poi ho scoperto che fa un rumore ogni volta che cambia brano, la testina che si sposta, una volta imparato a calcolare i tempi di spostamento ci azzeccavo il novantanove per cento delle volte. non mi divertivo più, allora ho cominciato a indovinare il brano successivo prima che la testina si spostasse, ci azzeccavo l’ottantacinque per cento delle volte e sono tornato a divertirmi. ora c’ho laipd con due mila e passa brani e ci azzecco l’uno per cento delle volte.

ho perso un divertimento.

il livro che sto elggendo è stato intitolato (malamente) uscita per l’inferno, dall’originale “roadworks”, lavori stradali, mettiamo. noterete anche voi un diverso grado di aspettativa tra uscita per l’inferno e roadworks.

io sono stufo di farmi prendere per il culo in questo modo qua. mi bastano e avanzano gli altri modi.

Annunci

‘n c’ho ‘n cazz’ dda fare….

Se Harry Potter dovesse sfidare a una sfida magica mia nonna in carriola

pausa di riflessione (voi dovreste vederla come l’ha vista il cervello…)

vincerebbe mia nonna in carriola. perchè harry potter c’avrà anche  la bacchetta maggica ma mia nonna inc arriola c’ha la carriola e la usa come scudo contro ogni incacoso… incantesimo.

stupeficium!

carriola!

expelliarmus!

carriolarmus!

(a questo punto harry ha finito gli incantesimi di attacco)

ma mia nonna in carriola fa un balzo nella carriola e lo travolge.

eh….. capita. anche i migliori …

… vengono travolti da una carriola.

io una volta, qualcosa come sei anni fa, ero a venezia che mi sono fatto due settimane di muratore e dovevamo portare i sacchi di leca dalla bar .. si, scusate, leca = argilla espansa, quelle palline marroni che non si sa bene a cosa servono ma servono, eh, dovevamo portare i sacchi di sta roba dalla barca alla casa che si stava mettendo a posto, e quindi tutti (2) con la carriola strapiena, solo che mio santolo che è il suo lavoro, mentre io andavo a scuola, se ci carica dieci sacchi poi arrivano anche, io che ero impedito, e con la carriola lo sono tutt’ora, e avevo tre sacchi? 4? non mi ricordo, comunque mi sono rovesciato per la calle con la carriola. ho rovesciato la carriola con i sacchi sopra, oggi la sintassi è un opinione molto ipotetica, come i viaggi nel tempo. vi mostro la mia faccia di fronte alla carriola rovesciata:

-.-

però è stato divertente. da quella volta insulto le carriole.

poi in barca un’altra volta abbiamo visto una magoga, che a venezia sono i gabbiani, che, per capirci, sono più intelligenti di un colombo ma meno di un canarino, sono anche più intelligenti di un criceto. sta magoga, dicevo, è arrivata planando verso la riva del canale, ha cercato di atterrare ma sul bordo si scivolava ed è caduta in acqua. non vi dico le risate. il bello è che è caduta tra la riva e una barca, quindi non abbiamo visto l’attimo dell’impatto con l’acqua, ma quando abbiamo pasato la barca canaleggiata c’era sta magoga con ‘na faccia da deficente che faceva finta da pomi. na roba granda.

per maggiori informazioni sul dialetto venexian e un po’ della provincia guardate qua http://www.venessia.com/dizionariovenengh.htm

cose che (porcaccia di quella troia) non si fa più

Prima, mentre venivo al lavoro, sono stato vittima di una specie di deja vu (o di un giro all’incontrario di orobilogio (incontrario nel senso ce andava indietro)) che mi ha riportato a quando avevo il ciao e ci andavo a salzano a lezione di chitarra. Ora, per andare a salzano, ci sono i sottopassi, ma una volta c’erano le sbarre del treno, altresì chiamate volgarmente “passaggi a livelli”; queste cose si chiudevano, da grandi bastarde qual’erano, proprio prima che ci arrivavi, e mi capitava spesso di dovermi fermare e aspettare. E aspettare. E aspettare. A salzano il treno sembrava non arrivare mai. In realtà era anche puntuale, solo che chiudevano le sbarre mezz’ora prima. In quel tempo che si aspettava si poteva scendere, togliersi il casco, mollare giu la chitarra dalle spalle, fumarsi una sigaretta.

Ora che i passaggi a livelli non ci sono più… mah… a me piaceva aspettare per il cazzo, senza pretese.

Insomma, tra rotonde e sottopassi e scavalcavia nessuno si ferma più. O si ferma quando arriva, se arriva, se ha un posto dove arrivare e non è bloccato incastrato in una psico-rotonda che non gli permette di fermarsi.

Anche per quest’anno ce l’avrò su con le finestre nuove. Belle le finestre nuove, bianche per dentro e marroni per fuori, vetri a doppio strato, che se verse alta e ribalta, che non si sente il rumore delle macchine che passano per strada, che consumi meno perchè disperdono meno calore d’inverno e meno freddo d’estate. Poi al cesso si apre proprio verso il vater e non si può (leggasi “posso”) fare la popò con la finestra aperta. Ma mettiamo che la questione bagno sia anche trascurabile, fermiamoci sulla grande capacità di tenere fuori i rumore: definiamo rumore: cosa che si percepisce con le orecchie. Quindi:

se a me piacesse sentire il casino che fa un temporale dovrei ogni volta aprire la finestra della stanza in cui mi trovo. E mettiamo che sia notte e che io sia a letto, mi arriva una sventolata di bronchite e il giorno dopo ci resto secco.

Finestre di mmerda, voglio indietro i soldi che manco erano miei.

attenzione!!!!!! Shirley Manson inside.

vi rendo partecipi, anche se “chi se ne frega”, del fatto che ieri ho tirato fuori dall’abisso i garbage. dal mio abisso. beh è un modo di dire, non prendetemi alla lettera. ma se volete potete prendermi alla lettera J di jacopo ^_^

eh… ho perso il filo, strano vero???

avevo dimenticato un pezzo.

storiella:

tempo fa ho guardato terminator: the sarah connor chronicles. nella seconda serie c’è un terminator T1001 sotto mentite spoglie di rossa un po’ in la con gli anni ma comunque attraente. comunque. eh beh, fa la sua figura, ma si sa che i miei gusti sono quelli che sono. l’altro ieri, o il giorno prima ancora, non ricordo, vado a vedere chicchessia sta rossa (dovevo farlo da tempo) che sono curioso. è niente meno che shirley manson. non sapete chi è… è la cantante dei garbage, voi sapete (voi= carlo ed elisa) che ho un debole per le rosse, ma prima ancora ho debole per i garbage e per shirley manson, che nei lontani anni che furono, quando emtivi faceva decentemente non schifo, mi ha reso partecipe delle sue mutande nel video di una loro canzone. a quell’età certe cose restano scolpite per bene, non per essere porco, ma forse anche si.