Le voci del bosco – Mauro Corona

Charyou Tree

Suddetto libro (avrei voluto scrivere “supposto libro” ma mi sembrava brutto) parla di alberi. Io non descrivo alberi, lo fa suddetto libro. Però nel mio immaginario collettivo (quello delle multipersonalità) ci sono altri alberi degni di nota: il cacalbero; l’albero della cuccagna; l’alberello della fortuna (quello che io e il bush abbiamo adibito a gabbinetto); l’albero dei schei, senza foglie ma con banconote da 20 euri, una volta aveva le monetine da 200 lire per il calcetto; l’albero di “un sacco di cose che di solito ce ne sono poche” e quando ne chiedi una c’è sempre quell’altro che ti chiede “e dove la trovo? su un albero?” tipo per le noci di cocco o le albicocche; l’albero genealigico; i diagrammi ad albero; Charyou tree, non me ne voglia stephen king ma io non ho mica capito cos’è, quindi per me continua ad essere un albero, l’albero delle sedie; l’albero motore , l’albero a camme, l’albero di trasmissione e suo cugine l’albero di trasmissione cardanica che sono gli alberi preferiti dei meccanici e ce ne sono in ogni officina, pensate che non serve neanche annaffiarli; l’albero maestro che scassa le balle alla gente che va a scuola e non vuole studiare; l’albero di trinchetto, si.. trinchetto… trincone.
Ho esaurito gli alberi, la pianto.

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