Questa non è una cosa romantica

un uomo piange all’angolo tra due strade. precisamente una è la strada principale che attraversa la città, ci sono dei lampioni ma neanche molti, ce n’è uno la vicino ma sarebbe lo stesso se non ci fosse; l’altra strada è un vicolo schifoso lungo venti metri se gli concediamo di arrotondare per eccesso, stretto e buio, quel lampione la vicino sbatte sul bordo del palazzo e illumina un triangolo di cemento per terra e una fascietta del palazzo di fronte, dall’altra parte del vicolo. per il resto è buio.

ecco, nel buio c’è un uomo. e piange.

la domanda ora dovrebbe essere “perchè quell’uomo piange?”

no. a nessuno importa sapere questo. piuttosto è da chiedersi perchè il lampione che di solito illumina tutto il vicolo oggi è rotto.

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La donna parlava al telefono con qualcuno. All’altro capo del filo del telefono qualcuno stava chiedendo alla donna “come?”. La donna rispose “è il suo lavoro, non il mio, faccia come ritiene che sia meglio”. Qualcuno le richiese “qual’è il luogo?”. La donna disse che il luogo era un vicolo. qualcuno disse “bene. domani svolga il suo compito, una volta accertato che avrà fatto tutto io farò la mia parte domani notte.” I due telefoni tornaro al loro posto.

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alle otto e mezza di mattina una donna camminava per strada, sul marciapiedi, in talleur verde smeraldo, occhiali da sole e una borsetta al braccio destro. doveva fare due cose: andare in banca e prendere un appuntamento; decise che per prima cosa sarebbe andata in banca e poi avrebbe fatto una telefonata dal suo cellulare per l’appuntamento, facendo colazione, una colazione discreta, una brioche e un caffè macchiato freddo, tanto quando prendi appuntamenti per telefono nessuno vede quello che stai facendo.

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“whisky.”

“whisky? alle 10 di mattina?”

“whisky. questioni di soldi. whisky!”

il barista sbatte il bicchiere sul tavolo e torna a farsi gli affari suoi. che quella mattina sarebbero stati passare uno straccio sopra il bancone e guardare fuori dalla finestra. Gli è gia andata di lusso quella mattina: alle otto e mezza passa una sventola con un vestito verde bottiglia, dopo un po’ la sventola entra addirittura nel suo bar.

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“pronto”

“ragazzina, ancora a letto?”

“non sono affari tuoi, c’è gente che lavora di notte”

“si si… stessa canzone parole diverse. Mi serve un appuntamento per sta sera.”

“…”

“allora?”

“si. ok.” e butta giu il telefono. Non chiude la chiamata, lascia cadere il telefono per terra, da brava ragazzina viziata e con le tasche piene di soldi qual’è. Fra ventitre minuti avrebbe anche lei fatto una telefonata per prendere un appuntamento anche lei. Anche la donna che ha appena chiamato ha preso un appuntamento, prima però ha pagato, prima si paga, poi si chiedono appuntamenti. In questo caso la donna voleva la notte libera, tutta da sola, esattamente come aveva detto lei: stessa canzone parole diverse.

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Alle nove e ventisei un uomo riceve una telefonata. Lui e la sua donna hanno un appuntamento per quella sera al solito posto. La solita ora. Stessa canzone parole diverse.

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Alle dieci meno quindici la strada principale della città è un cimitero, senza lapidi, senza nomi, senza lumini. le insegne sono spente, le saracinesche sono abbassate e chiuse con lucchetti. Le persone non vanno in giro per la città a quell’ora, stanno in casa o in quelche locale e i locali non sono in centro, sono fuori, dispersi chissà dove. La pistola è dove dev’essere, al suo fianco sinistro. Il silenziatore è anche lui dove deve esere: avvitato alla canna della pistola. il proiettile è nella pistola. Nel caricatore. Quando uccidi un uomo non puoi puntargli la pistola alla testa e sparare. Prima ci si presenta. Pima di sparare si saluta. Buona sera. Prima di sparare si carica il colpo. Prima di uccidere non si dimenticano le buone maniere. Prima di morire, un uomo vuole essere sicuro che il colpo partirà.

Alle dieci meno cinquanta di sera la strada principale della città fa proprio tristezza. I lampioni fanno luce. I lampioni ti fanno vedere l’immondizia per terra, le macchine scassate parcheggiate, le sigarette fumate, le gomme da masticare sputate. Muri scrostati, saracinesche arrugginite. Vicoli sudici. Volute di fumo di chissà che cosa che escono da camini, grate e altre cose che permettono a un ladro di entrare.

alle dieci e cinque di sera, dopo aver fumato cinque o sei sigarette , dopo aver spento i mozziconi sotti la suola degli stivali, dopo aver fatto avanti e indietro per quella strada con ogni sigaretta fumata chiunque pensa che era meglio mettersi le scarpe da tennis.

Alle dieci e venti di sera la peggior cosa per un killer è dover tornare a casa senza aver trovato quello che cercava.

Domani sarà una giornata schifosa. Domani dovrà trovare un nuovo cd.

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Alle nove e mezza un uomo sta aspettando la sua donna ma tanto sa che non arriverà. Piange, ma è troppo stanco, piange un po’ e poi si distende e si addormenta. Pensare al futuro non è mai stato il suo forte, magari domani farà qualcosa per migliorare il suo presente.

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Fine

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